Festa di San Martino

Obiettivo Campane

ADOTTIAMO UN'AIUOLA

 

UN'ASSOCIAZIONE CHE SI RINNOVA


Questa  è la storia di 4 persone chiamate Ognuno, Qualcuno, Ciascuno e Nessuno.
C'era un lavoro importante da fare e Ognuno era sicuro

che Qualcuno lo avrebbe fatto.
Ciascuno avrebbe potuto farlo, ma Nessuno lo fece.
Fini' che Ognuno incolpo' Qualcuno perché Nessuno fece ciò che

Ciascuno avrebbe potuto fare.


Scopo dell'Associazione Campalto Viva è che Ciascuno, Qualcuno, Nessuno è Ognuno collaborino per fare quel lavoro importante cioè l'interesse di tutti i cittadini

di Campalto.
Per noi essere soci significa questo.

Grazie a tutti per l'attenzione

 


Le serrette in rotonda a San Giuliano

Avete mai notato quelle "serre" che da un po' di tempo popolano la rotonda di San Giuliano? Chissà quante volte ci siete passati e vi siete domandati cosa fossero, oppure non ci avete nemmeno fatto caso. Sono lì da circa 1 anno e mezzo, ordinati tettucci verdi sorretti da pali di legno, quasi sotto il ponte pedonale che porta al parco. Osservandole, mi sembravano delle piccole serre, ma il mio primo pensiero è stato: come si fa a coltivare qualcosa in mezzo a una rotonda? Captando alcuni discorsi in autobus, qualche fantasioso proponeva che fossero delle “tendine” già pronte per il prossimo Heineken Jammin Festival. Fortunatamente, ogni tanto, l’Università può dare anche delle risposte alle domande quotidiane che ci si pone. Un giorno a lezione ci hanno spiegato che sono effettivamente delle serre che proteggono delle particolari piante le cui radici riescono a catturare certi tipi di sostanze, nel nostro caso sono delle particolari Felci che hanno la peculiarità di assorbire, e quindi “sequestrare”, arsenico.

L’arsenico è un semimetallo, senza odore né sapore, utilizzato in tempi remoti come veleno (per chi si ricorda, si ritrova anche in un film passato: “Arsenico e vecchi merletti”). E’ presente nell'ambiente a causa di attività antropiche o naturali, in varie forme organiche e inorganiche. L’arsenico inorganico, il più tossico, è stato classificato come cancerogeno dall'International Agency for Research on Cancer (Agenzia Internazionale per la ricerca sul Cancro). L’arsenico è normalmente presente nella crosta terrestre e nel terreno è distribuito in modo variabile; è rilevabile in molte acque ed in quasi tutti i tessuti animali e vegetali. Una certa quantità di questa sostanza, in varie forme chimiche ed in vari stati di ossidazione, può trovarsi nell'ambiente sia per effetto dei processi di erosione del suolo che per le attività produttive umane, ad esempio da certi detergenti o concimi. E’ stato molto usato in passato dall'uomo, nell'industria chimica farmaceutica o in prodotti per l’agricoltura.

Se assunto con la dieta sopra certi quantitativi (nell'acqua potabile o nel cibo) o in caso di lungo contatto con i derivati, può provocare varie patologie, tra cui una delle più gravi è il cancro alla pelle. E’ dannoso per le api, che sono estremamente suscettibili nel caso si posino su fiori di piante contaminate. I prodotti della pesca contengono le maggiori quantità di arsenico, che risulta prevalentemente nella forma poco tossica. Tornando al nostro caso, si è riscontrato che nel suolo della rotonda di S. Giuliano vi erano concentrazioni superiori ai limiti previsti dalle normative. Il suolo risulta quindi mediamente inquinato (non è una novità, se si pensa ad alcune zone interdette per vari motivi intorno al parco). Si è avviato perciò un intervento sperimentale di bonifica in cui si utilizza questo tipo di Felce (Pteris vittata), di origini orientali, che assorbe arsenico in quantità molto superiori alle altre piante, sottraendolo al terreno. Successivamente vengono falciate le fronde, in cui si accumula il metalloide, e si eliminano con vari sistemi. Questo processo fitodepurativo (cioè di depurazione attraverso le piante) è lungo, e richiede vari cicli per poter diminuire la concentrazione di arsenico, ma sicuramente è meno impattante rispetto la escavazione e il trattamento o messa in discarica del terreno inquinato. Anche perché il mondo ormai è pieno di discariche e la natura è oggi sempre più sacrificata.

 

Daniele Conte e Francesca Rismondo

 

Fonte: http://issuu.com/lapaginadicampalto/docs/campaltopage_gen2012 pag. 10

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